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Da bambino parlavi da solo? Probabilmente hai un' intelligenza superiore alla media

04-07-2020 00:50

Massimiliano Interlandi

Da bambino parlavi da solo? Probabilmente hai un' intelligenza superiore alla media

Il linguaggio ci distingue dalle altre specie ed è una delle capacità più interessanti del nostro cervello.

Il linguaggio ci distingue dalle altre specie ed è una delle capacità più interessanti del nostro cervello.

I primati addestrati, come scimpanzé e babbuini, possono imparare a usare i segni per esprimere dei concetti, ma la ricchezza del linguaggio parlato è esclusiva dell'essere umano. 

 

Nasciamo senza saper parlare, dobbiamo impararlo e c'è una tappa critica per farlo. 

Ma siamo programmati per imparare il linguaggio? 

 

L'opinione dominante, proposta dal linguista Noam Chomsky, è che gli elementi fondamentali del linguaggio, le strutture grammaticali di base, siano universali e innate, cioè già integrate nei nostri circuiti neurali sin dalla nascita, e che si perfezionano successivamente con l'apprendimento della lingua specifica dalla cultura locale.

 

Tuttavia, anche se esistono abbastanza indizi, linguistici e genetici che si conformano a questa idea, la teoria non è universalmente accettata da tutti gli studiosi.

 

Nel frattempo però, la ricerca tenta di rispondere anche ad altri importanti interrogativi come quelli che riguardano ad esempio la nostra capacità di collegare la comprensione del linguaggio e la sua produzione, come ascoltiamo la successione dei suoni in una sequenza di parole, come possiamo pronunciare delle frasi, e indaga su attività tutt'altro che innate come quelle di riuscire a leggere e scrivere.

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Tantissimi bambini parlano da soli, la maggior parte lo fa soprattutto mentre gioca. A volte sembra che stiano parlando con delle persone "invisibili" o con un amico immaginario, per cui, chi osserva, può ascoltare solo una parte della conversazione. Capita anche di vederli impegnati per molto tempo in giochi simbolici in cui provano a imitare i genitori quando discutono degli argomenti più disparati.

 

Parlare da soli è un'abitudine abbastanza comune tra i bambini, almeno fino ai 5 anni, cioè fino a quando si instaura il "gioco sociale" e cominciano a coinvolgere altre persone nelle loro attività. 

 

Tuttavia, questo periodo varia da un bambino all'altro a seconda del livello di maturità cognitiva, e mentre nella maggior parte dei casi queste "stranezze" posso protrarsi fino  a 10 anni, alcuni continuano a parlare da soli fino quasi all'adolescenza, senza che questo significhi necessariamente avere dei problemi. 

 

Del resto, anche molti adulti hanno l’abitudine di parlare da soli quando sono intenti a svolgere le loro faccende.

Non è raro infatti vedere i tennisti che borbottano tra sè e sè tra un set e l'altro o incontrare al supermercato individui che parlano da soli quando cercano tra gli scaffali i prodotti di cui hanno bisogno.

 

A dispetto di chi pensa che chi parla da solo sia un po’ “strampalato”, gli studi hanno dimostrato che i bambini che pensano ad alta voce in futuro saranno adulti brillanti e avranno una spiccata intelligenza perchè questo esercizio farvorisce lo sviluppo cognitivo e sociale.

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In questo articolo scoprirai 5 cose che che forse non sapevi su ciò che accade ai bambini quando parlano da soli e in che modo questa abitudine condiziona la loro crescita e il loro sviluppo cognitivo.

 

Quali sono vantaggi di parlare da soli?

 

1. Migliora i livelli di attenzione

 

Uno studio congiunto di ricercatori dell'Università del Wisconsin-Madison e dell'Università della Pennsylvania ha scoperto che parlare da soli è un esercizio formidabile per stimolare l'attenzione e la concentrazione. Quando i bambini parlano da soli devono concentrarsi su ciò che dicono per non perdere il filo del discorso, ciò li "costringe" a prestare maggiore attenzione e a trascurare gli elementi di distrazione.

 

2. Sviluppa le abilità sociali

 

Una delle cose che piace di più ai bambini quando parlano da soli è che possono interpretare qualsiasi ruolo. Tuttavia, questo non è solo divertente, ma porta anche loro molti vantaggi poiché quando incarnano un personaggio imparano ad essere più tolleranti e a provare empatia mettendosi nei panni degli altri.

 

3. Aumenta la capacità di autocontrollo

 

Una ricerca condotta dagli psicologi della Michigan State University ha rivelato che parlare da soli è molto utile per l'autocontrollo. 

I risultati, pubblicati sulla rivista Scientific Reports, hanno rivelato che parlare di sè in terza persona aiuta i bambini a mantenere una certa distanza psicologica dalla situazione, quindi a regolare meglio le proprie emozioni. In questo modo, i più piccoli imparano ad esprimere meglio paure preoccupazioni e a controllare più facilmente la rabbia.

 

4. Stimola la creatività

 

Strutturare un discorso è complicato, tanto più quando si parla in terza persona o quando intervengono altri personaggi. 

È necessaria una buona dose di immaginazione per creare una scena dove è possibile esprimere la propria fantasia in modo coerente e, ancor più complicato è articolare una conversazione in cui si  sviluppano diversi punti di vista. Pertanto, gli esperti concordano sul fatto che parlare da soli è un esercizio che favorisce lo sviluppo  

della creatività nei bambini e che rafforza le loro strategie cognitive.

Quindi non c'è da meravigliarsi se i bambini che parlano da soli mentre giocano sono più creativi dei bambini che non lo fanno.

 

5. Allena all’uso corretto della lingua

 

Parlare ad alta voce migliora le abilità comunicative utili per il futuro.

I ricercatori dell'Università del Missouri hanno dimostrato che quando i bambini parlano da soli, hanno maggiore controllo sul linguaggio, una maggiore proprietà lessicale, maggiore fluenza e si autocorreggono più frequentemente rispetto ai bambini che di solito non lo fanno. Inoltre, immedesimandosi nei diversi personaggi, imparano sempre più vocaboli.

 

Conclusioni

 

In conclusione, i ricercatori hanno dimostrato che esiste un legame tra l’intelligenza e la quantità e qualità del pensiero ad alta voce. Ciò significa che, quanto più numerosi sono stati i soliloqui da piccoli, tanto più saranno maturi i contenuti del loro pensiero da adulti.


Quando i bambini parlano da soli hanno la possibilità di raccontarsi fantasie, dialogare con un amico immaginario e persino parlare con oggetti inanimati. Questi monologhi, secondo la scienza, aiutano i bambini ad autostimolarsi, imparano ad organizzare i pensieri seguendo una logica ben precisa e li esercita a trovare e soluzioni ai problemi in maniera rapida ed efficace.


Parlare da soli durante un'attività ludica è quindi sinonimo di grande intelligenza.
Pertanto, i bambini che parlano da soli non vanno mai bloccati o rimproverati, bensì incoraggiati.


Se si considera questo comportamento come elemento integrante dello sviluppo del bambino, tutte le persone che lavorano nell’ambito dell’insegnamento dovrebbero contribuire a promuoverlo.

 

Fonti:

 

Moser, Jason S., et al. "Third-person self-talk facilitates emotion regulation without engaging cognitive control: Converging evidence from ERP and fMRI." Scientific Reports 7.1 (2017): 1-9.

 

Lupyan, Gary, and Daniel Swingley. "Self-directed speech affects visual search performance." Quarterly Journal of Experimental Psychology 65.6 (2012): 1068-1085.

 

Van Raalte, Judy L., et al. "The antecedents and consequences of self-talk in competitive tennis." Journal of Sport and Exercise Psychology 22.4 (2000): 345-356.

 

 

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